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Carlo Matteo Peruzzini

Carlo Matteo Peruzzini

Classe 1972, nato a Trento, Veronese di adozione dal 1997. Medico di Medicina Generale, dirigente dell'associazione di categoria Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), sez. di Verona; Consigliere dell'Ordine dei Medici di Verona; Direttore Sanitario della Società Nazionale di Salvamento, sez. di Verona. Esperto di politica ed economia sanitaria, desidera dare il proprio contributo nella ristrutturazione del Sistema Sanitario della Regione e del Paese. Da sempre di ispirazione liberal-conservatrice, è attivista del Popolo della Libertà all'interno dell'associazione L'Officina.

L'indagine shock de L'Arena ha trovato conferma nella relazione dei professionisti indipendenti sugli ultimi bilanci del Catullo e di altri 5 aeroporti (Bergamo, Bologna, Firenze, Napoli e Venezia) presi in comparazione.
I numeri parlano chiaro: il Catullo è l'unico aeroporto in Italia da anni stabilmente in perdita, con tutti gli indici col segno negativo. Tutti gli altri aeroporti registrano sempre utili e ricavi in costante crescita.
Addirittura il margine operativo netto sul 2010 è negativo (- 10%): ciò vuol dire che ogni 100 € di ricavi non solo non c'è guadagno, ma c'è una perdita di 10! Tutti gli altri aeroporti hanno un margine positivo tra il 10 ed il 20%.
Del resto, non potrebbe essere altrimenti, visto che:
- l'indice di produttività del personale è il più basso in assoluto;
- le spese per servizi (29 mil.) sono la metà dei ricavi (60 mil.) (peraltro senza dettaglio, mentre in tutti gli altri aeroporti sono precisamente dettagliate, senza contare che l'Aeroporto Catullo è l'unico a non permettere di scaricare i propri bilanci dal sito web).
La situazione finanziaria è catastrofica: negativa (35 mil.) per un valore sostanzialmente pari al patrimonio netto (40 mil.).
La linea di credito garantita dalla Banca Popolare di VR di circa 50 mil. è a breve termine: si finanziano gli investimenti con una linea per la spesa corrente!
In altre parole: l'aeroporto non fallisce perché tenuto a galla dalla Banca Popolare fino a quando non deciderà di chiedere il rientro dall'apertura di credito.
Ne consegue che nonostante il suo 4% di azioni, la Banca Popolare è di fatto il socio di maggioranza dell'aeroporto.
Sulla base di tali dati non sorprende che non si trovino istituti di credito disponibili a finanziare l'aeroporto Catullo, così come non sorprendono le reticenze dei possibili investitori bresciani.
In tali condizioni, una azienda normale non sarebbe più assistita dal ceto creditizio e fallirebbe.

Unica soluzione: TUTTI A CASA.
A casa gli amministratori ed il direttore generale: I "RISULTATI" PARLANO DA SOLI.
A casa i sindaci ed i revisori dei conti (peraltro una società sconosciuta: tutti gli altri aeroporti si affidano ad una delle "big four"): QUALE VIGILANZA?
Immediata nomina di un COMMISSARIO STRAORDINARIO, manager internazionale del settore.
BASTA CON LE INEFFICIENZE E GLI SPRECHI DI DENARO PUBBLICO, OCCORRE FARE PIAZZA PULITA.

Avv. Michele Croce
Segretario